Informazioni su Antonio Maroscia

Addetto paghe e tirocinante consulente del lavoro, da sempre sono appassionato di internet e delle sue dinamiche. Dopo varie esperienze da blogger ho pensato che era il momento giusto per condividere con la rete le mie conoscenze e da qui è nato Lavoro e Diritti, di seguito Casa e Diritti e infine Soldi e Diritti… l’attenzione dei lettori è la più bella ricompensa per le lunghe nottate passate davanti a un PC!

Imu 2012: codici tributo e nuovo F24

Nonostante le polemiche dell’ultima settimana i provvedimenti per rendere effettivo e funzionante l’IMU 2012 vanno avanti, l’Agenzia delle Entrate con due distinti provvedimenti e una risoluzione, ha reso noti i nuovi codici per pagare tramite F24 la nuova imposta sugli immobili, le modifiche al modello F24, che ovviamente tra i tributi locali non riporterà più la dicitura ICI ma IMU e i tempi di pagamento.

Con un primo provvedimento sono state fissate le modalità di versamento che, potrà avvenire esclusivamente attraverso il modello F24. I titolari di partita Iva dovranno effettuare i pagamenti soltanto on line com era già previsto in precedenza; a tutti gli altri contribuenti, invece, è consentito anche il pagamento cartaceo, in Banca, alle Poste o presso altri istituti accreditati.

Con l’altro provvedimento, il direttore dell’Agenzia ha avallato le necessarie modifiche dizionali da apportare ai modelli “F24” ed “F24 accise”, dove, come prima cosa, la parola “Ici” lascia il posto a “Imu” e la dicitura “detrazione Ici abitazione principale” alla più semplice “detrazione”. Inoltre il Codice IBAN sostituirà definitivamente il vecchio “C/C, ABI, CAB”

Con la risoluzione n. 35/E, anch’essa datata 12 aprile, si rendono noti i nuovi codici tributo:

  • 3912 abitazione principale e relative pertinenze (destinatario il Comune)
  • 3913 fabbricati rurali ad uso strumentale (destinatario il Comune)
  • 3914 terreni (destinatario il Comune)
  • 3915 terreni (destinatario lo Stato)
  • 3916 aree fabbricabili (destinatario il Comune)
  • 3917 aree fabbricabili (destinatario lo Stato)
  • 3918 altri fabbricati (destinatario il Comune)
  • 3919 altri fabbricati (destinatario lo Stato)
  • 3923 interessi da accertamento (destinatario il Comune)
  • 3924 sanzioni da accertamento (destinatario il Comune).

Per chi ha ancora conti in sospeso con l’ICI  sono stati ricodificati i codici tributo di tale imposta. Ora, per l’abitazione principale si dovrà indicare il codice 3940, per i terreni agricoli il 3941, per le aree fabbricabili il 3942 e per gli altri fabbricati il 3943 (non sono più utilizzabili i precedenti 3901, 3902, 3903 e 3904). Per quanto riguarda gli interessi e le sanzioni relativi all’Ici restano validi, al contrario, i codici 3906 e3907, instituiti nel 2004 con la risoluzione n. 32/E.

I nuovi codici tributo saranno operativi dal 18 aprile.

In dieci anni raddoppiati gli sfratti per morosità

Dal 2001 al 2010, i provvedimenti di sfratto per morosità, sono più che raddoppiati. E’ questo ciò che emerge da uno studio fatto dalla CGIA di Mestre. Per lo studio, sono stati presi in considerazione solo i provvedimenti di sfratto emessi per morosità, senza considerare le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale Giudiziario o gli sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario.

Se nel 2001 il loro numero aveva sfiorato le 27.000 unità (precisamente 26.937), nel 2010 hanno superato quota 56.000 (esattamente 56.147), registrando, in questo periodo di tempo, un incremento del +108,4%. La crescita degli sfratti per morosità si è avuta soprattutto negli ultimi tre anni. E ciò, nonostante una leggera riduzione del numero di famiglie in possesso di un contratto di affitto.

“Se nel 2007 – afferma  Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – queste misure scesero a quota 33.959, l’anno successivo salirono a 41.203 e nel 2009 raggiunsero quota 51.576. Il valore record, comunque, viene toccato nel 2010 quando gli sfratti emessi per morosità superano la soglia dei 56.100 provvedimenti”.

“Rispetto ad un tempo – prosegue  Giuseppe Bortolussi  – sono mutate anche le tipologie familiari colpite dallo sfratto per morosità. Se fino a qualche anno fa le più interessate erano quelle guidate da lavoratori dipendenti, da pensionati o da persone che erano state espulse dal mercato del lavoro, negli ultimi anni, invece, hanno assunto dimensioni numeriche sempre più preoccupanti anche quelle composte da immigrati, da  famiglie con a capo un artigiano, un piccolo commerciante o da giovani titolari di partita Iva che, con l’aggravarsi della crisi, sono scivolate in condizioni di marginalità economica”.

A livello regionale, invece, l’incremento più deciso avvenuto nel decennio 2001-2010 è stato registrato nelle Marche (+316,3%), a seguire la Lombardia (+249,1%) e la Calabria (+203,3%). Infine, se si considera il numero di sfratti registrato nel 2010 ogni mille famiglie in affitto, le realtà più interessate da questo fenomeno sono state l’Emilia Romagna (22,7), seguite dalla Toscana (17,1) e dall’Umbria (16,5).

Fonte: www.cgiamestre.com

CGIL e Sunia: nel 2010 boom di sfratti per morosità

Il 2010 si conferma anno nero per gli sfratti,  la maggioranza dei quali dovuti a morosità. E’ questo quello che emerge da una elaborazione condotta su dati del Ministero dell’Interno da CGIL e SUNIA.

“Gli sfratti emessi sono stati 65.489, pari ad una crescita del +6,5% sul 2009 (segnando il valore più alto degli ultimi 15 anni), e di questi oltre l’85% sono stati emessi per morosità (56.147). Calano invece le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale giudiziario, che sono state 110.048 in flessione del -5,6% sul 2009, mentre cresce il numero di sfratti eseguiti del +8,1% pari a 29.825”. Continua a leggere